     p 53 .
Paragrafo 5 . Tommaso Campanella.

     
Qualsiasi  forma del sapere tradizionale appare, nell'Europa  della
fine del sedicesimo secolo, un abito troppo stretto per un pensiero
che  cresce in maniera imprevista ed esplode in tutte le direzioni:
il cielo di Aristotele e di Tolomeo non  pi in grado di contenere
l'universo,  n  la  loro fisica  pi sufficiente  a  spiegarne  i
fenomeni;  la  Chiesa di Roma  lacerata da nuove concezioni  della
fede;  la  magia  e l'alchimia non soddisfano pi  quanti  vogliono
controllare  e  dominare  le forze della  natura;  le  tradizionali
concezioni  della  politica si rivelano  inadeguate  a  spiegare  e
guidare lo stato moderno.
     Le  innovazioni, le scoperte, le invenzioni e le "riforme"  si
susseguono a un ritmo inimmaginabile solo pochi decenni  prima.  Il
rinnovamento interessa tutti i settori del sapere e della cultura e
coinvolge gli stessi fondamenti del pensiero occidentale.
     E'  in  questo clima che si inserisce il progetto di  "riforma
della religione" di Tommaso
     
     p 54 .
     
     Campanella, monaco domenicano, nato in Calabria nel 1568.
     La  riforma cui aspira Campanella si differenzia nettamente da
quella  attuata da Lutero e da Calvino, contro cui egli si  schiera
gi nel 1595 con il Dialogo politico contra Luterani, Calvinisti et
altri eretici. Le basi del programma di rinnovamento auspicato  dal
monaco  calabrese  sono essenzialmente politiche  e  si  imperniano
sull'idea di una organizzazione sociale valida per tutto il  genere
umano.  La realizzazione del progetto implica la liberazione  dalla
tirannide  e  l'uso del cristianesimo come fondamento  della  nuova
societ.  E,  proprio  per poter assolvere a  questa  funzione,  la
religione cristiana dovr essere profondamente riformata.
     Nell'estate del 1599 Campanella organizza una vera  e  propria
congiura  per liberare l'Italia meridionale dal dominio del  re  di
Spagna.  Il  complotto viene scoperto, e il monaco  processato  per
sedizione  e  per  eresia;  nel febbraio  del  1600,  sottoposto  a
tortura,  confessa  e  viene condannato; due mesi  pi  tardi,  per
evitare  l'esecuzione  capitale, si finge pazzo  e  la  pena  viene
commutata  nel carcere a vita. Resta in prigione per trent'anni:  a
Napoli,  dal 1599 al 1626, e quindi a Roma, fino al 1629.  Dopo  un
primo  periodo  le condizioni di detenzione si fecero  pi  miti  e
Campanella  pot cessare di fingersi folle, ottenne il permesso  di
leggere  e  comporre libri, ricevere visite e perfino insegnare.  A
questo  lungo periodo passato in carcere appartiene la  stesura  di
quasi tutte le sue opere filosofiche.
     
La Citt del Sole.

La  prima  delle opere scritte da Campanella in carcere  La  Citt
del  Sole(71),  la  descrizione di una citt  situata  in  un'isola
dell'Oceano  Indiano in cui  stata realizzata la  societ  ideale.
Ancora  una  volta  ci  troviamo davanti a un progetto  politico  e
filosofico espresso nella forma dell'utopia.
     La  vita  nella  Citt del Sole  fondata sulla comunione  dei
beni,  sull'educazione e sul lavoro. I "solari", cio gli  abitanti
di  quella citt, rifuggono la guerra e vi ricorrono solo  se  sono
fatti oggetto di un'aggressione.
     La  comunione dei beni, sostiene Campanella,  essenziale  per
evitare  tutti  quei reati che si riscontrano in  tutti  gli  altri
paesi  e che nascono dall'offesa al diritto di propriet. Anche  le
relazioni tra i sessi avvengono al di fuori del rapporto di  coppia
e i figli sono allevati in comune. Tutto ci fa s che i sentimenti
dei "solari" siano pi forti e pi puri perch disinteressati(72).
     
     p 55 .
     
     Sulla  vita  dei  "solari"  viene  per  esercitato  un  forte
controllo  e  il potere  accentrato nella mani dei funzionari.  Il
capo  della citt  chiamato Sole o Metafisico ed esercita  sia  il
potere  civile sia quello religioso; egli  aiutato nelle  funzioni
di  governo da tre prncipi: Pon (Potest) che si occupa delle cose
militari  e  della guerra, Sin (Sapienza) che ha  cura  delle  arti
liberali  e  di quelle meccaniche ed ha tanti collaboratori  quante
sono  le  scienze,  Mor (Amore) che sovrintende  a  tutto  ci  che
concerne  la  generazione,  l'educazione,  l'alimentazione   e   il
vestiario; anche Mor e Pon, come Sin, hanno dei collaboratori,  gli
"uffiziali",  che fanno eseguire i provvedimenti,  danno  consigli,
segnalano coloro che si distinguono nelle varie attivit.
     
La riforma della religione.
     
La  contraddizione fra "democrazia" (la vita in comune, la mancanza
di  propriet  privata,  l'educazione  garantita  a  tutti)(73)   e
"centralismo" (il potere accentrato nelle mani del Metafisico e dei
principi,  lo stretto controllo degli ufficiali sulla  societ)  si
pu  spiegare con il carattere teocratico della societ  immaginata
da Campanella.
     Il  cemento  che  tiene unita la comunit degli  uomini    la
religione  e  in  particolare il cristianesimo. Nei diciotto  libri
della   Metafisica(74)  Campanella  svolge  la  sua  teoria   delle
"primalit", secondo la quale la struttura trinitaria  della  mente
umana  fa  s  che  solo attraverso il cristianesimo  l'uomo  possa
realizzarsi compiutamente.
     Le  tre  "primalit" coincidono con i principi che aiutano  il
Metafisico  nel governo della Citt del Sole: potenza,  sapienza  e
amore.  Esse  costituiscono l'essenza di Dio e si  ritrovano  anche
nell'uomo: ma mentre in Dio sono illimitate e assolute, nella mente
dell'uomo sono limitate dal Non-essere. Questa limitazione, secondo
Campanella,  produce  una  tensione  verso  il  fine  ultimo  della
perfezione.
     Lo  strumento per raggiungere il fine dell'uomo    la  virt,
cio   la  tendenza  innata  alla  perfezione  che  diventa  scelta
consapevole.  Ricerca  della  perfezione  e  virt  sono  nell'uomo
elementi  naturali, come naturale  la religione che  guida  l'uomo
nell'affermazione della propria natura.
     
     p 56 .
     
     Tutte le religioni, sostiene Campanella, hanno la stessa  base
naturale,  innata  (indita)(75), ma ad essa si  sono  aggiunti,  in
tempi  e luoghi diversi, differenti rituali e forme esteriori  (che
Campanella  chiama  religione illata, addita  o  superaddita,  cio
"aggiunta").  Dal momento che tutte le religioni, nella  loro  base
innata,  soddisfano i naturali bisogni religiosi dell'uomo (cio  -
come sostiene Campanella - "quanto alla cognizione innata" tutti  i
popoli  "hanno una stessa religione")(76), solo Dio, attraverso  la
rivelazione, pu indicare qual  la vera religione.
     Ma siccome i "fondatori" delle varie religioni dicono tutti di
essere inviati da Dio, Campanella indica "dieci note dalle quali il
metafisico discerne quale religione e quale legge vengano da Dio, e
quali invece dal diavolo o dalla ragione o dall'astuzia"; tra  esse
si  possono  ricordare: la capacit dell'inviato  di  Dio  di  fare
miracoli; il suo essere annunciato dai profeti; la sua capacit  di
fare profezie che si possano verificare; la conformit alla ragione
del suo insegnamento(77).
     Una   volta   individuati  questi  criteri,   Campanella   pu
concludere  che  "il  cristianesimo  possiede  tutti  i  distintivi
dell'origine divina", infatti "nella legge cristiana i  dogmi  sono
credibili,  ed alcuni naturali, altri non contro natura,  ma  sopra
natura   e   congruenti  con  la  fede  naturale.  La  morale   del
cristianesimo  consta  poi di precetti e  di  consigli  conformi  a
natura, e pieni di razionalit, e non di assurdit"(78).
     Da  queste parole e dai criteri proposti da Campanella risulta
chiaramente  che la discriminante fondamentale per  riconoscere  la
vera  religione  il suo carattere naturale e razionale.  Quindi  
necessario,  pur accettando i dogmi del cristianesimo,  riformulare
la teologia in maniera tale che quei dogmi siano giustificati dalla
nuova  metafisica. Per questo Campanella compone,  tra  il  1613  e
1624,  i  trenta  libri della sua Teologia, con  i  quali  si  pone
l'obiettivo  di  dare alla Chiesa nuovi strumenti che  prendano  il
posto  dell'aristotelismo, totalmente incapace di inserire  in  una
struttura  scientifica  la Verit rivelata, soprattutto  di  fronte
all'urgenza  di  contrastare l'eresia dilagante e di  render  conto
delle  nuove  scoperte geografiche e astronomiche  che  sconvolgono
l'immagine dell'universo.
     La  nuova situazione impone anche un nuovo compito alla Chiesa
cattolica, quello missionario. Il cristianesimo, in quanto naturale
e   razionale,  ha  in  s  i  caratteri  dell'universalit,  ma  
necessario che tutti gli uomini della Terra prendano coscienza  che
il  Cristo della Chiesa  espressione della razionalit universale.
A   questi   temi   Campanella   dedica   i   quattro   libri   del
Reminiscentur(79).  Come emerge anche dal  titolo,  la  conversione
dell'umanit al
     
     p 57 .
     
     cristianesimo passa attraverso la reminiscenza, cio la  presa
di  coscienza, attraverso il ricordo, di una Verit che essa ha gi
in s, per natura.
     L'opera  si rivolge alle quattro grandi nazioni (la cristiana,
la  pagana,  l'ebrea e la musulmana), che dovranno riunirsi  in  un
grande  concilio,  indetto dal papa, in cui  riconoscere  il  ruolo
divino di Cristo.
     
La fede e la scienza.

Tommaso Campanella si  battuto contro gli stessi "nemici" di Bruno
e,  come  vedremo  pi avanti, di Francis Bacon e  di  Galileo:  la
tirannide,  i sofismi, l'ipocrisia(80). Lo strumento per combattere
questa  "trina bugia" sono le "primalit", fondamento  della  nuova
filosofia, che accomunano - come abbiamo visto - l'uomo a Dio.
     La  congruit  tra mente umana e mente divina fa  s  che  non
possa  esservi  contraddizione tra la conoscenza scientifica  della
natura, creata da Dio, e la Verit rivelata da Dio stesso. L'errore
J  sorto quando i filosofi e gli scienziati, anzich rivolgersi  al
gran  libro  della  natura, si sono legati troppo  ai  libri  degli
uomini,  che  sono solo una copia dell'originale,  all'interno  del
quale, in tutte le cose,  viva la presenza di Dio(81).
     In  questa  visione  del mondo come "libro  scritto  da  Dio",
Campanella    vicinissimo a Galileo: in  favore  di  quest'ultimo,
sottoposto  alle critiche della Chiesa, scrive infatti,  nel  1616,
l'Apologia  pro  Galilaeo(82).  Non  solo  -  sostiene  il   monaco
calabrese  -  la  filosofia  di  Galileo    conforme  alle   Sacre
Scritture,   ma   la  Chiesa  non  deve  assolutamente   ostacolare
l'indagine scientifica della natura, altrimenti si comporta come  i
sostenitori delle false religioni: "Poich ogni setta o  religione,
che  vieti  ai  suoi  seguaci lo studio della natura,  deve  essere
sospettata  di  falsit,  chi  teme  di  essere  contraddetto   dai
risultati delle investigazioni della natura  conscio della propria
falsit:  infatti  la  Verit  non contraddice  alla  verit,  come
sentenzia il Concilio Laterano sotto Leone decimo e altrove,  e  il
libro della sapienza di Dio
     
     p 58 .
     
     creante  non  discorda  dal  libro  della  sapienza   di   Dio
rivelante"(83).
     Campanella  sostenne  il  bisogno di rinnovamento  del  sapere
contro  la cultura libresca e l'ipocrisia, peror la causa  di  una
riforma   della  religione  che  tenesse  conto  del  nuovo   volto
dell'universo, e sub la condanna inflittagli dal potere politico e
religioso:  proprio  per  questo egli    collocato  fra  i  grandi
rinnovatori  della cultura che animano il pensiero  europeo  tra  i
secoli sedicesimo e diciassettesimo.
     Ma,  allo  stesso  tempo, Campanella appare  ancora  legato  a
quella  cultura che Giordano Bruno, Francis Bacon e Galileo Galilei
volevano  superare,  come  dimostrano la  sua  convinzione  di  una
sostanziale  identit fra verit di ragione e Verit  di  fede;  il
fondamento  religioso  che egli pone alla base  di  ogni  forma  di
sapere   e   della  stessa  organizzazione  sociale;  il  carattere
teocratico  della sua utopia universalistica. Anche la sua  vicenda
personale  si  differenzia da quella dei grandi "eretici":  i  suoi
scritti  sono  accolti con crescente interesse e  favore  da  parte
della  Chiesa;  nel  1629 viene liberato definitivamente  dal  papa
Urbano  ottavo,  che pensa addirittura di nominarlo Consultore  del
Sant'Uffizio.
     Costretto  ad  abbandonare l'Italia per la sua  ostilit  alla
Spagna,  molto  influente  presso la Curia  romana,  Campanella  si
rifugia  nella  Francia di Luigi tredicesimo e  di  Richelieu,  cui
attribuisce  il  compito di diffondere il cristianesimo  nel  mondo
intero.  Accolto  e  trattato  con  tutti  gli  onori,  si  impegna
personalmente nella difesa della dottrina cattolica  e  procura  la
conversione di molti calvinisti.
